Settembre tempo di parole e legami, scelte e riflessioni.
La scrittura non è mai solo tecnica o ricerca estetica
La scrittura è il mio modo di abitare il mondo e di attraversare i legami. Aiuta a guardarci da vicino, a scoprire come ci plasmano e quanto, a volte, ci feriscono le relazioni. Addomestica il dolore e rende sopportabile la paura. Le parole sono ossa scoperte o una danza tra memoria e presente, tra sé e l’altro, tra caos e possibilità: danno forma al senso.
È da questa prospettiva che Monica Moro e io, mesi fa, abbiamo iniziato a ragionare sulla stesura del nostro primo libro, a quattro mani.
Il femminicidio non è un raptus, già disponibile in prevendita sul sito di Zona, è in uscita il 21 ottobre pv.
Scrivere un libro in due significa capire le idee dell’altro, accogliere le strutture invisibili, i temi che attraversano le esperienza e le diverse formazioni, umane e professionali è il lavoro che anticipa la scrittura, Significa avere rispetto delle parole e del modo di essere dell’altro.
Il nostro libro sul femminicidio nasce da domande scomode, in dialogo con le teorie fondative della nostra formazione e delle nostre convinzioni. Per quello che mi riguarda il punto di partenza è stato ciò che ha segnato il mio modo di comprendere le relazioni e l’identità relazionale. Qualcosa che per me è stato salvifico.
Scrivere a quattro mani è un lunghissimo processo di ascolto e cura
Ogni frase può aprire nuove prospettive, nuovi spunti di riflessione, nuovi strumenti. Il rischio è quello di perdere il focus, di sforare le tempistiche, Noi l’abbiamo scritto, messo in discussione, buttato via per metà e riscritto.
Quando si toccano argomenti complessi non c’è una risposta definitiva: ci sono domande che si intrecciano e che, pagina dopo pagina, guidano nella stesura.
Il nostro libro intreccia riflessione e pratica. È un viaggio nei meccanismi che regolano le relazioni, è il risultato di mesi di ascolto, confronto, studio, scrittura. Una staffetta di orari assurdi che solo la determinazione può capire e giustificare.
La scrittura è protagonista anche di un altro appuntamento di lavoro che mi vede coinvolta, a novembre
Domenica 16 novembre a Milano, per Corsi Corsari, condurrò un corso di scrittura autobiografica. Sarà un’occasione per trasformare il tuo vissuto in racconto, la tua memoria in narrazione. La scrittura autobiografia non dà solo voce a ciò che ti abita ma mette la lente del presente sul tuo passato.
Libro e corso hanno radice nello stesso terreno: l’idea che le parole vadano usate per connettere e rivelare. L’idea che la nostra lingua non vada saccheggiata, l’idea che sia ancora un valore saper scrivere in modo chiaro ed esaustivo, emozionale o strategico. La scrittura è strumento valoriale per capire i legami, e come possiamo, attraverso di essi, capirci meglio.
In questo autunno quindi ho due inviti per te che mi segui: leggere e scrivere, riflettere e sperimentare.
In entrambi i casi l’intento è lo stesso: mettere la parola al centro come atto relazionale, e mettere le relazioni al centro delle azioni, come possibilità generative, in divenire, verso un libro, verso un corso, verso chi leggerà, verso chi scriverà.


